lunedì 29 marzo 2010

Di nicchie e di scaffali

Come ci dicono spesso, dentro e fuori Mediaset, siamo "la nicchia della nicchia". Mah, può essere.
Sarà per questa ragione che ci piacciono i progetti piccoli, curiosi, laterali. Che non valutiamo (solo) i dati di ascolto. Che ci appassioniamo di cose piccole, o dei dettagli di cose più grandi.
Ed è per questo che oggi vogliamo segnalarvi Internet Slowbook Farm. Una libreria online, ma diversa dalle altre. Si concentra infatti sui piccoli editori, sui giovani narratori, sulle edizioni minori di autori classici (e no, non c'è Link). Presenta libri, autori e collane, selezionati (anche) da alcuni "grandi lettori" tra la produzione indipendente. E non fa pagare la spedizione.
Insomma, fateci un giro...

mercoledì 24 marzo 2010

I titoli in testa

Lo sappiamo che non ce lo dite, ma in realtà sentite la mancanza di una nuova uscita Link. Inutile dire che ci stiamo lavorando, e che qualcosa è addirittura già in stampa... Vi terremo aggiornati, anche su questo blog...

Intanto, però, se volete un po' di "aria di casa", vi segnaliamo che è al cinema in questi giorni Io sono l'amore, film di Luca Guadagnino presentato a Venezia e andato poi in giro per il mondo (Toronto, Berlino, Sundance). I titoli, di testa e di coda, sono opera del "nostro" art director Marco Cendron, che qui continua il suo lavoro tra recupero quasi filologico del passato, attenzione all'eleganza tipografica e impronta fortemente contemporanea. E la mano si sente.
Se passate da un cinema, fateci caso.

lunedì 22 marzo 2010

Di piani narrativi e giochi con lo spettatore

Nuove frontiere della meta-testualità. E, per una volta, non parliamo delle serie americane. Ma di una fiction italiana.
Tutti pazzi per amore, inizio della seconda stagione, ieri sera su Raiuno. Già la serie - la casa di produzione è Publispei, quella de Il medico in famiglia e de I Cesaroni - ci aveva abituato a una commistione di linguaggi: le inserzioni da musical (prima di Glee!), i siparietti da talk show dell'esperto (in qualsiasi cosa) dottor Freiss/Giuseppe Battiston e di Carla Signoris.
Ma ieri c'è stato un passo avanti. Evidente in due momenti distinti.
Primo, la scena di apertura. Niente ribalta dei protagonisti (quella arriva dopo, sulle note di Eros Ramazzotti), ma una lunga discussione tra conduttrice ed esperto sulle serie televisive che hanno dovuto cambiare un protagonista in corsa. Proprio quello che è successo a Tutti pazzi, dove una Stefania Rocca in dolce attesa è stata sostituita nello stesso ruolo da Antonia Liskova. Come a dire: non vi prendiamo in giro, non facciamo finta di niente, ma vi spieghiamo per filo e per segno quello che è successo, e soprattutto vi introduciamo - dolcemente, ma fermamente - al cambiamento di volto (e alla conseguente damnatio memoriae di quello precedente). Persino rivedendo (in un finto YouTube) la stessa scena dell'anno prima, ma con una Laura diversa.
Secondo, la chiusura di serata. Di colpo, in un momento di massima gioia e di immaginato happy end, muore uno dei personaggi principali. La tragedia irrompe nella commedia. Ed ecco che, ancora una volta, si passa al talk show, che analizza - psicoanalizza - in diretta lo spettatore, lo fa riprendere dallo stordimento dell'imprevisto, lo aiuta a tornare sui toni della commedia. Come a dire: tranquilli, siamo qui e vi teniamo per mano anche ora, passerà presto. E, se non bastasse, l'anticipazione della puntata successiva fa presagire che il personaggio non scomparirà di scena...
Un'analisi dettagliata di questo e del resto sta qui. Ma quello che ci interessa è rilevare il cambio di linguaggio (nella prima serata di Raiuno!), l'erompere della cornice nei piani narrativi, a spiegarli e a sovrastarli, il gioco sempre più esplicito con lo spettatore.
Era mai successo? A noi pare di no.
Tutti pazzi per il meta, almeno ieri sera.

venerdì 19 marzo 2010

Viral killed the video star

Da tempo si parla di morte del videoclip. Che Mtv non se la passi molto bene, e sia alla ricerca di una nuova identità, è piuttosto chiaro. E che i filmati promozionali affiancati ai singoli in uscita siano sempre piuttosto uguali (soprattutto in Italia) è un secondo dato di fatto.
Per uscire da questa secca, l'unica speranza è che del video si parli. E si parli tanto. Che il filmato, da videoclip per le tv musicali, diventi un vero e proprio virale che possa circolare ampiamente sui social network, sui blog e su YouTube. Alzi la mano chi non è riuscito a imbattersi in Lady Gaga, questa settimana online con il nuovo Telephone.
Ma qualcosa si muove anche in area "indipendente". Basti pensare agli OK Go, che scesi dal tapis roulant continuano a costruire i video a partire da idee altrettanto curiose.



Qui c'è una seconda versione video della stessa canzone (ah, l'incorporamento disattivato su richiesta dell'utente/major, più ridicolo che mai se si tratta di virale).
E, infine, un altro gruppo, gli Hold Your Horses.



Ottime idee. Basta non pensare alla musica.

mercoledì 17 marzo 2010

24 ore (anche meno)

Ci siamo. Stasera, per la prima volta da sempre, la televisione italiana (quella "normale", quella che si vede sul televisore senza fare troppa fatica) si avvicina a quello che a lungo è stato il suo modello lontano, via via sempre più vicino: la tv americana. Stasera, a sole 24 ore dalla messa in onda su ABC (meno, se si considera il fuso orario), andrà in onda su Fox l'ottavo episodio della sesta stagione di Lost. In inglese, sottotitolato in italiano. Non solo: per chi può, persino in alta definizione.
Legale, perfetto, comodo.
Se ne è scritto tanto, in questi giorni. Se ne è parlato e discusso tanto. Proviamo qui ad approfondire alcuni punti, in attesa di vedere (di nascosto?) l'effetto che fa.

1. Questa offerta nasce dal doppio obiettivo di Sky/Fox di porsi all'avanguardia sui programmi televisivi più pregiati, premium, lavorando sui tempi e sulle forme della serialità americana, e di contrastare la "pirateria", o comunque tutte le varie forme di fruizione alternativa che sempre più hanno preso piede negli ultimi anni, dal download allo streaming. Funzionerà? In attesa dei dati Auditel, i download dei sottotitoli amatoriali di Itasa e Subsfactory potranno essere primi, parzialissimi ma efficaci, indicatori della validità della proposta di Fox...

2. La sesta stagione di Lost è un ottimo banco di prova per esperimenti innovativi. Il prodotto, sulla carta, è perfetto: già noto, con un'audience fedele ai limiti del fandom, con una crescente attesa in vista della conclusione (certa) della serie e data la consapevolezza di "perdersi qualcosa" se si arriva - anche di poco - dopo nella decodifica dei contenuti. Ma la visione anticipata può funzionare per tutte le serie? Già Flash Forward, telefilm che presto riceverà lo stesso trattamento, rischia di non essere all'altezza...

3. Solo qualche settimana fa è stata Telecom Italia, con l'offerta degli episodi originali sottotitolati su CuboVision e su un sito apposito, a indicare la strada. Si trattava lì di un video on demand vero e proprio: si paga il singolo episodio e lo si vede sul pc o in tv. In questa luce, la mossa di Fox (e di Disney) - a stagione iniziata - sembra più che altro una rincorsa, una mossa persino obbligata: per giustificare la "freschezza" dei contenuti a chi paga l'abbonamento, per impedire una nuova "vampirizzazione" legale che si inizia ad affiancare a quella illegale.

4. L'ascolto televisivo è un totale dato: non si può far più del 100%. Così come dati (più o meno) sono gli abbonati Sky. Tra le altre cose, stasera si mette alla prova il sottile equilibrio che tiene insieme, per tutte le pay tv, la soddisfazione degli abbonati e l'occhio sui risultati Auditel. Se la visione in originale eroderà significativamente gli ascolti della messa in onda doppiata, che succede? La nascita di una nuova "finestra" promette scombussolamenti di palinsesti e di altri automatismi a cui ci siamo, anche da poco, abituati...

5. Da un po' di tempo, i canali Fox propongono inoltre un modello alternativo di "differita ravvicinata". Riducendo al massimo i tempi di doppiaggio, che nei casi di Lost e Flash Forward diventavano di appena sette giorni, per fornire un'edizione italiana in tempi competitivi. L'operazione, ovviamente, ha impatto economico piuttosto alto: perché si devono "bloccare" i doppiatori, perché non si riescono a "ottimizzare" i tempi delle singole voci (e delle sale di doppiaggio). Se la visione in lingua originale porterà a una diminuzione degli ascolti delle versioni doppiate, avrà ancora senso sostenere i notevoli costi di questa accelerazione? Un passo avanti potrebbe accompagnarsi a un passo indietro.

Insomma, stasera potrebbe cambiare tutto. Ma alla grande novità dell'operazione si accompagnano dettagli più in ombra, ma (almeno) altrettanto importanti.
Staremo a vedere, e continueremo a ragionarci su. Ovviamente, solo dopo esserci presi un po' di tempo per capire come si incastreranno, anche stasera, le storie di Jack Shepard, John Locke e Ben Linus...

venerdì 12 marzo 2010

Excelsior!

Consegnate le statuette, accantonato l'inevitabile strascico di discussioni sugli Oscar, è il momento di riflettere in vista delle premiazioni future.
Partendo dalle categorie: ce ne sono troppe? O forse manca qualcosa?
La seconda risposta è quella giusta, almeno per Stan Lee. Che in un divertente video realizzato per Funny or Die (sì, quelli che adesso sono anche su HBO!), porta avanti la sua personalissima campagna per un premio al Best Cameo Actor.
Chissà come reagirà l’Academy...



lunedì 8 marzo 2010

Prima American Idol, ora le serie tv

Nemmeno il tempo di chiudere la sua Nip/Tuck (l'ultima puntata della serie è andata in onda il 3 marzo, prossimamente su Mya), e Ryan Murphy è di nuovo impegnatissimo.
Abbiamo già parlato più volte di Glee, serie di Fox su un club scolastico di canto e ballo, un po' sfigato ma pronto alla riscossa (a partire dalle sectionals). Ma vale la pena tornarci.
Non solo perché il cast a Pasqua si esibirà alla Casa Bianca (dopo Lost, la presidenza Obama è l'ultima frontiera del marketing televisivo?). Non solo perché il suo lancio è stato formidabile (e i precipitati arrivano pure da noi, come con la versione director's cut del pilota venduta in dvd come Glee. Il film). Non solo perché la serie sta per riprendere negli Usa dopo alcuni mesi di pausa, e si preannunciano puntate (e guest star) memorabili.
Ma anche, e forse soprattutto, per la capacità espansiva del testo. Che, a differenza degli illustri precedenti di 24, Lost o Heroes, attinge materiale non tanto dagli snodi narrativi o da subculture geek (fumetti, videogiochi, fantascienza, ...), ma dai percorsi affrontati in precedenza da un altro genere televisivo: il talent show. Basta rileggere l'analisi fatta da Henry Jenkins su American Idol (in Cultura convergente) per capire come l'approccio sia quasi scientifico, da manuale. E così le canzoni sono disponibili su iTunes. E così, con meno di tredici puntate, sono già uscite due colonne sonore (nemmeno i teen drama avevano mai osato tanto). E così, e questa è la notizia più recente, gli attori del film - tanto addentro i loro personaggi da essere diventati cantanti: se ci si fa caso, un fenomeno opposto, speculare rispetto all'universo Disney di Miley Cirus e i Jonas Brothers - saranno impegnati in estate, o almeno nei periodi liberi dalle riprese della serie, in un vero e proprio tour che toccherà più città degli Stati Uniti.
Una macchina da guerra. Ma anche un esempio da cui, da questa stagione in avanti, non si potrà prescindere: e già temiamo le imitazioni, le brutte copie, le canzoni appiccicate a forza, la ricerca di altri spezzoni brevi e riutilizzabili (magari con il ritorno alla comicità da stand-up, chissà).
Per consolarci e consolarvi, in attesa dei nuovi episodi di Glee, ecco un frammento di una serie musicale ante litteram, geniale nella sua indieness e passata pressoché inosservata in Italia: è artigianato musicale, è personaggi (parecchio) sfigati, è provincia americana, è Glee all'ennesima potenza. Senza glee, ma con tanto sarcasmo. Signore e signori, Flight of the Conchords.

mercoledì 3 marzo 2010

Tutto il mondo è Simpson

Da un paio di settimane, a dire il vero un po' in sordina, stanno andando in onda in Italia gli episodi della nuova stagione - la ventesima! - de I Simpson.
I festeggiamenti negli Stati Uniti sono stati molti: edizioni speciali di TV Guide, Wal-Mart brandizzati come Quik-e-Mart, uno speciale documentario diretto da Morgan Spurlock, e tanto altro. Qui da noi, invece, tutto tace.
E allora, per celebrare l'importanza di questo "tritatutto" della cultura pop contemporanea, capace di fagocitare il nostro mondo e rileggerlo in chiave springfieldiana, così come di finire nelle nostre frasi fatte ("come in quella puntata dei Simpson in cui..."), proviamo a dare un'occhiata a come sarebbero il mondo e i media se passassero sempre dalla matita di Matt Groening.
Qui, per cominciare, ci sono i personaggi di Lost.


E in questo blog si trova tutto il resto... (via inkiostro).
D'oh!