venerdì 28 ottobre 2011

Squali musicali

Uno passa i mesi, persino gli anni, ad aspettare l'apertura di Spotify in Italia. Prova ad accedere per varie vie traverse, regolarmente destinate al fallimento. Ragiona sul suo modello di business. Aspetta con ansia (e un po' di inquietudine) l'integrazione con Facebook. Pregusta il momento in cui sarà facilissimo accedere a canzoni di ogni genere, da quelle già note (da riascoltare) a quelle mai sentite (da scoprire).

Poi capita, per puro caso, di finire qui. Su Grooveshark, radio online e banca dati contenente quasi ogni canzone pensabile. Con la possibilità di fare ricerche di ogni tipo, o di ascoltare le proposte del sistema secondo vari generi musicali. Di condividere agevolmente gli ascolti sui principali social network. Di creare e diffondere playlist e consigli di acquisto. In doppia versione, free (con funzionalità limitate) e pay.

E' lì dal 2007, sembra. Ma, anche ad accorgersene soltanto ora, merita parecchio. Pronti a perderci un mucchio di tempo (o a cominciare a usarlo come colonna sonora perenne)?
Noi vi abbiamo avvertiti!

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