Ancora qualche sguardo sul numero di Link Mono dedicato a Marshall McLuhan. Per scoprire come le riflessioni e le intuizioni mcluhaniane si infiltrino nel quotidiano, possano diventare delle chiavi di lettura e di comprensione della realtà che ci circonda, sui media e non solo.
Prendiamo gli eventi mediali, i momenti in cui dovremmo raccoglierci tutti quanti in estasi davanti alla tv di fronte a una celebrazione, a un matrimonio, alla partita della nazionale, e che invece sempre più spesso diventano un'occasione di frustrazione, un "vorrei ma non posso", una riunione di condominio collettiva (ma presto archiviata): come cerca di spiegare Luca Barra nel suo contributo al volume, la costante ripetizione delle immagini sui media, il revival che permea le nostre vite (a volte anche prima del tempo), il riferimento automatico a immagini già sedimentate nella memoria finiscono per trascinarci nella "maledizione del dejà-vu", nell'impossibilità di sostituire i ricordi mediali con il nuovo ricordo, per forza meno brillante, meno appassionante, meno... Ed è per questo che di Will&Kate (o della vittoria ai mondiali nel 2006) ci siamo già dimenticati - se non fosse per Pippa Middleton -, mentre di Carlo&Diana e dell'urlo di gioia di Tardelli ci ricordiamo bene, anche se non li abbiamo mai vissuti.
A corredare il pezzo, alcune illustrazioni inedite di Adam Hancher. Che cosa sarebbe successo se alcuni grandi scrittori (e importanti fonti del pensiero di Marshall) avessero prestato il loro volto per merci di varia natura, e fossero così diventati protagonisti di pubblicità degli anni Cinquanta e Sessanta?



adoro questo tipo di pubblicità impossibili!
RispondiElimina