mercoledì 21 marzo 2012

Mi faccia un blurp!

Gli anglosassoni, gente precisa, hanno persino un nome, per quelle frasi e citazioni lanciate con grande enfasi sulle fascette che circondano le copertine dei libri in uscita: blurb. Un suono innaturale, come - troppo spesso - innaturali sono le lodi sperticate che gridano al nuovo capolavoro, cercando di convincere il futuro lettore che si aggira tra gli scaffali di una libreria. Ma un marketing così aggressivo funziona o indispone?

Una risposta non ce l'abbiamo, ma due proposte sì.
La prima è la testimonianza di Edoardo Camurri uscita su La Lettura del Corriere della sera: gli strilli sono irresistibili per il "pollo" da libreria, pronto a farsi convincere (e prendere in giro) dagli autori e dagli editori che più ama, e poi a perdonare la mancata aderenza tra la valutazione di copertina e il contenuto.

La seconda è un blog, provocatoriamente chiamato Fascetta nera, che raccoglie le perle di questo sottogenere letterario, ne indaga le peggiori abiezioni, mette a confronto le intenzioni con la dura realtà (e un bel po' di sano cinismo). A mimare il più classico dei blurb: una raccolta da non perdere!

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